Ieri notte ero a letto e riflettevo.
Sul comodino c'è ancora un libro che mi aspetta, sospeso. Da mesi. E dire che non è nemmeno chissà quale libro impegnativo... assolutamente no. E' divertente, poche pagine spassose. Per di più è del mio amico e mito personale Alessandro... Quando mi sono voltato per spegnere la luce l'ho visto lì, sistemato accanto ai miei affezionatissimi albi della Disney. E nella mia mente è iniziato un veloce processo in cui ho rielaborato tutte quelle cose sospese nella mia vita. E ce ne sono parecchie.
Rapporti... pratiche... lavori... pensieri... piccoli gesti ancora in attesa... libri... telefonate. Nulla di grave. Nulla di così trascendente. Ma tutto incompiuto. Tanto. Troppo. Non mi ci danno l'anima, questo no, però ci penso. E se penso al tempo sprecato in modi idioti, alle cose che ti rapiscono e ti distraggono, alla facilità con cui ti lasci corrompere da futili tentazioni... mi rendo conto che spesso la nostra vita assume a volte la forma di una lumaca ovvero, di una spirale verso il basso... siamo rapiti dalla sua gravità e non sempre la nostra forza di volontà ci permette di scapparne. Giriamo in circoli man mano più stretti, stritolando la nostra mente su sempre meno concetti, senza riuscire a variare... spaziare... Così a volte sentiamo il nostro corpo pesante, costretto in giochi che non ci rendono felici, gravato di biasimi e sensi di colpa. E cerchiamo di riscattarci.
Quindi?
Quindi riprendersi i propri spazi. Le proprie ore ed i propri giorni. Riscattare la nostra vita da quei meccanismi che tendono ad appiattirla, annullarla. Staccare la spina agli automatismi ed inserire il controllo manuale. Riprendere il controllo dei nostri gesti. Perchè la vita ci appartiene anche quando ci sembra che vada per conto suo, indipendentemente dalla nostra volontà. Il tempo lo facciamo noi. Ed abbiamo sempre tutto il tempo necessario alla nostra volontà. Basta rendersene conto, riaffermare il concetto, la proprietà di noi stessi.
Tiro una bella riga verticale su un foglio bianco, nuovo, appena tirato fuori dalla risma nel cassetto sotto la stampante. Faccio il gioco dei buoni e cattivi, come negli anni dell'adolescenza. Un elenco qui, uno dall'altra parte. E il foglio man mano si riempie di tempo buttato e tempo inutilizzato. Di cose giuste e di cose - non sbagliate, questo no, ma - inutili. Ci vuole parecchio per svuotare l'hd del mio cervello e riversarlo sul foglio. Ci vorrà ancora parecchio. Ma è cosa necessaria, indispensabile per rimettere le mani sui giorni che verranno.
Così la spirale cambierà corso, la gravità si trasformerà in attrazione verso l'alto, i circoli si allargheranno verso sorrisi e sensazioni di libertà finora tenute sotto uno stretto giogo che le costringeva e restringeva ad una assurda ripetitività.
Ci vorrà tempo, tempo che scorre, che scivola via, che solo apparentemente sfugge al nostro controllo. Ma è tutto più che fattibile.